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Le piccole aziende assumono più del doppio delle medie imprese

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La ripresa del mercato del lavoro vede le piccole imprese protagoniste con un tasso di creazione posti lavoro del 3,8%, doppio rispetto al 2% delle medio-grandi.

In tale contesto si registra un aumento delle assunzioni che risultano difficili da reperire. Anche l’indicatore del tasso di posti vacanti pubblicato dall’Istat – rapporto percentuale fra le ricerche di personale che a fine trimestre sono già iniziate e non ancora concluse e le posizioni lavorative occupate – evidenzia una maggiore difficoltà di ricoprire le posizioni in azienda, collocandosi a sui massimi dal 2010.

L’analisi della domanda di lavoro focalizzata sulle 128 figure professionali più richieste dalle imprese artigiane – pari a poco meno di un terzo (31,9%) delle professioni – evidenzia che per 19 professioni si rileva una difficoltà di reperimento più che doppia rispetto alla media del 21,5% rilevata per il totale imprese; per 13 di queste più di 1 assunzione su 2 è difficile da reperire.

Le tipologie professionali su cui si concentra la mancata corrispondenza (mismatch) tra domanda ed offerta sono influenzate dalla crescita degli investimenti sostenuti dal piano “Impresa 4.0” finalizzato a consolidare la crescita degli investimenti in innovazione e ad elevato contenuto digitale: nel 2017 il volume degli investimenti fissi lordi diversi dalle costruzioni cresce del +6,1% a fronte di un aumento dell’1,5% del PIL.

Nel dettaglio le figure con la maggiore difficoltà di reperimento sono i Tecnici programmatori (difficoltà di reperimento del 57,0%), Tecnici esperti in applicazioni (55,6%), Analisti e progettisti di software (55,5%), Tecnici meccanici (55,3%), Elettrotecnici (54,9%), Ponteggiatori (53,7%), Altre professioni tecniche della salute (52,3%), Tecnici della produzione e preparazione alimentare (51,9%), Attrezzisti di macchine utensili e professioni assimilate (51,4%), Sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai (51,1%), Ingegneri energetici e meccanici(50,8%), Tecnici elettronici (50,6%), Operai addetti a macchinari per la filatura e la bobinatura (50,2%), Saldatori e tagliatori a fiamma (48,8%), Disegnatori industriali e professioni assimilate (47,1%), Conciatori di pelli e di pellicce(44,4%), Specialisti di saldatura elettrica e a norme ASME (44,1%), Operai macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali (43,2%) e Tecnici della produzione manifatturiera (43,1%). Si evidenzia che in questo gruppo con maggiore difficoltà di reperimento prevalgono profili riferiti a processi di investimento sostenuti dagli incentivi di “Impresa 4.0.”

 

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