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Crowdinvesting, opportunità di finanziamento in crescita. Equity a quota 33,3 mln, il Lending ha raccolto 216,9

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Nel corso degli ultimi mesi l’industria italiana del crowdinvesting è cresciuta sensibilmente, sia in quantità (nei primi mesi del 2018 si è registrato un volume complessivo di raccolta superiore a quanto registrato in tutto il 2017) sia in qualità (con sempre più sofisticate tecniche e con la specializzazione di diversi player in ambiti ben determinati).

Il crowdinvesting è un’opportunità interessante per le imprese che intendono finanziare le proprie attività.

Gli ultimi 12 mesi hanno visto in Italia una crescita rilevante dell’industria. Alla data del 30 giugno 2018, l’equity crowdfunding ha raggiunto la soglia di € 33,3 milioni raccolti, mentre il lending è arrivato a ben € 216,9 milioni. La raccolta nell’ultimo anno è stata pari rispettivamente a € 20,9 milioni e € 132,3 milioni.

Ciononostante, in ambito europeo l’Italia rimane sempre indietro rispetto ai volumi di Francia e Germania, che a loro volta ap-paiono minuscoli rispetto al Regno Unito, dove solo nel 2016 il crowdinvesting ha raccolto quasi 4 miliardi di sterline.

Il 3° Report Italiano sul Crowdinvesting, prodotto di ricerca del gruppo di ‘Entrepreneurship, Finance & Innovation’ della School of Management del Politecnico di Milano, che fotografa la situazione del mercato italiano al 30 giugno 2018 escludendo dall’analisi la filiera dell’invoice trading, prende in considerazione l’equity crowdfunding (capitale di rischio) e il social lending (capitale di debito); un capitolo specifico è dedicato alla nascente industria del crowdfunding in ambito real estate.

 

La novità per l’equity crowdfunding in Italia è stata l’apertura del mercato (prima confinato a startup e PMI innovative) a tutte le PMI, introdotta dalla Legge di Stabilità 2017 e implementata dalla Consob nel mese di gennaio 2018.

Alla data del 30 giugno 2018 risultavano autorizzati in Italia 27 portali, ma un buon numero di questi non era ancora operati- vo. Le piattaforme più attive in assoluto, così come negli ultimi mesi, sono state Crowdfundme, Mamacrowd e Opstart.

L'Osservatorio ha censito finora 231 campagne di raccolta, organizzate da 214 imprese (vi sono diversi casi di roundulteriori organizzati dalle stesse aziende). Ben 122 campagne sono state lanciate negli ultimi 12 mesi. Il tasso di successo è migliorato molto nel 2017 e nel 2018 ed è oggi pari al 67%.

La piattaforma che ha finalizzato e raccolto più capitale è Mamacrowd (€ 9,3 milioni effettivi al 30/6/2018) seguita da Crowdfundme (€ 6,8 milioni) e Starsup (con € 3,5 milioni).

Il valore medio del target di raccolta per ogni emittente è pari a € 218.368 mentre quello mediano è pari a € 133.450. Mediamente viene offerto in cambio il 13,5% del capitale (valore mediano 9,1%); si diffonde la prassi di offrire titoli senza diritto di voto sotto una certa soglia di investimento (e votanti sopra la soglia).

Fra le imprese emittenti continuano a prevalere le startup innovative (84,6% del campione) ma aumenta l’incidenza delle PMI innovative (8,4%) e compaiono da quest’anno le PMI (5,1%). Completano il quadro i veicoli di investimento (4 ad oggi). La grande maggioranza opera in Lombardia (seguono Lazio e Piemonte) ed è operativa nel settore dell’ICT. Gli obiettivi principali correlati alla raccolta di capitale sono investire nel marketing e nelbrand (59% dei casi) e nello sviluppo della piattaforma tecnologica (37%).

 

Per quanto riguarda il lending, la novità positiva più rilevante, attuata con la Legge di Bilancio 2018, è stata quella di assoggettare i proventi per gli investitori persone fisiche al regime dell’aliquota sostitutiva del 26%, come tutti i redditi da capitale.

Alla data del 30 giugno 2018 risultavano attive in Italia 6 piattaforme destinate a finanziare persone fisiche (consumer) e 5 destinate a finanziare imprese (business) di cui una specializzata nel real estate.

Un caso a parte è quello di Terzo Valore, piattaforma che eroga prestiti a progetti no-profit.
La piattaforma che ha generato più prestiti negli ultimi 12 mesi è stata la piattaformaconsumer Younited Credit (che peraltro non raccoglie da prestatori sul web, ma si avvale del capitale sottoscritto da investitori istituzionali) con € 77,2 milioni (totale cumulato € 112,9 milioni) seguita dalle piattaforme business Borsa del Credito. it (€ 24,2 milioni, con un totale di € 37,7 milioni) e Lendix (€ 17,5 milioni raccolti dalle imprese italiane, totale € 19,6 milioni).

Il real estate crowdfunding, al momento vede in Italia due playerattivi: Walliance (equity) e Housers (len- ding) ma presto si popolerà di nuovi competitor.

La raccolta su Internet di fondi per finanziare progetti di natura immobiliare è in notevole crescita ed in Italia è partita solo nel 2017. Nel mondo l’Osservatorio ha censito 100 piattaforme attive; il mercato di gran lunga più importante è quello statunitense, dove sono stati raccolti $ 5,8 miliardi. L’Europa è ‘ferma’ a € 2,1 miliardi. In Italia i progetti finanziati con equity fino al 30/6/2018 sono stati 3 e hanno raccolto nel complesso € 2,6 milioni; la pipeline è però promettente. Quelli finanziati attraverso prestiti sono stati invece 12, per un totale di poco inferiore a € 3 milioni.

 

 

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