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Manifatturiero in calo, pesa il rallentamento dell’export

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A luglio 2018 l’indice destagionalizzato della produzione manifatturiera è diminuito dell’1,7% rispetto al mese precedente. Al confronto con luglio 2017, l’indice corretto per gli effetti di calendario è diminuito dell’1,2%, variazione in contro tendenza rispetto al +2,1% di giugno 2018 e segna il rientro in territorio negativo dopo 17 mesi di dinamica tendenziale positiva.

Considerando i primi sette mesi dell’anno in corso, si osserva l’incremento del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2017 (era +2,2% nello stesso periodo del 2017); in chiave settoriale andamenti particolarmente positivi, oltre che per il farmaceutico (+5,8%), per le Apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+4,9%), per i Macchinari e attrezzature (+4,8%), per i Mezzi di trasporto (+3,5%), per le Altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+3,4%), per la Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (+2,3%) e per le Industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (+2,2%).

Sull’andamento della produzione manifatturiera – rileva Confartigianato – pesa il rallentamento dell’export: secondo i conti nazionali è in territorio negativo la variazione congiunturale nei primi due trimestri del 2018.

Il trend della produzione nel Manifatturiero ha una rilevante influenza sulla crescita del PIL considerato che negli ultimi quattro trimestri il valore aggiunto del Manifatturiero esteso (con estrattivo ed energia) è salito del 2,7% mentre nelle Costruzioni è salito dell’1,6% e nei Servizi dell’1,2%.

Il trend della produzione manifatturiera proietta i suoi effetti anche sull’attività delle 92 mila imprese di autotrasporto, data la correlazione tra indici di produzione, importazioni e traffico dei veicoli pesanti, come evidenziato nel report di Confartigianato. 

Nelle piccole imprese della manifattura lavorano 1.977.853 addetti, la maggioranza (54,0%) degli occupati del settore e l’11,9% dell’occupazione totale delle imprese. Il peso delle piccole imprese manifatturiere sull’economia del territorio è più elevato nelle Marche con il 21,4%, seguito dalla Toscana con 17,7%, Veneto con 16,4% e Umbria con 14,1% ed Emilia-Romagna con 13,5%.

In dieci province l’incidenza supera il quinto dell’occupazione del totale delle imprese: Prato con gli occupati delle piccole imprese manifatturiere rappresentano il 39,0% degli occupati del totale imprese (di tutti i settori e di tutte le dimensioni), Fermo con 35,0%, Arezzo con 25,0%, Macerata con 22,8%, Vicenza con 22,2%, Lecco con 21,7%, Pesaro e Urbino con 21,0%, Barletta-Andria-Trani con 20,8%, Treviso con 20,5% e Pistoia con 20,4%.  Peso significativo delle MPI manifatturiere anche a Brescia con 19,6%, Rovigo con 19,1%, Pisa con 19,0%, Varese con 18,7%, Teramo con 18,3%, Pordenone con 17,9%, Cremona con 17,6%, Como e Modena con 17,4% ed  Ancona con 17,2%.

 

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