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E-commerce, ancora poco diffuso in Italia ma la domanda cresce del 17% in due anni

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L’Italia, benché si caratterizzi per una bassa diffusione dell’e-commerce (solo il 44% degli utenti Internet fa acquisti online e l’e-commerce B2C in Italia nel 2017 è stato pari a circa 26,6 miliardi di dollari), ha una domanda interna che sta crescendo notevolmente tramite il canale digitale.

L’anno scorso il valore della domanda soddisfatta tramite e-commerce è cresciuta del 17% rispetto al 2016 e l’Italia è il paese nel quale il cross border e-commerce (quota di e-commerce esportato) pesa maggiormente (19%, rispetto al 10% della Germania e al 6% della Francia). Inoltre nel 2017 l’e-commerce italiano di prodotti (52%) ha superato per la prima volta quello di servizi (48%).

Ci sono alcuni settori in cui l’utilizzo del canale digitale per le vendite all’estero è molto più diffuso che in altri: sul totale di aziende italiane attive nelle vendite online nell’industria manifatturiera, la propensione all’internazionalizzazione è abbastanza elevata - circa il 45,8% delle imprese vende via web ad utenti residenti in Unione Europea, mentre il 25,7% si rivolge a clienti in altre parti del mondo.
Nel B2C, ad esempio, l’abbigliamento è il settore più digitalizzato con il 66,7% delle imprese che vende in Europa e il 37,5% che vende al di fuori dell’Europa. 

Nel mondo, il mercato dell’e-commerce, che vale tra i 2 e i 3 mila miliardi di dollari per il Business to Consumer e oltre i 22 mila miliardi per gli scambi tra imprese, interessa attualmente circa 2 miliardi di consumatori, numero che, secondo alcune stime, potrebbe raddoppiare in tempi rapidi e i prossimi 2 miliardi arriveranno principalmente dai paesi in via di sviluppo.

Il maggior mercato in cui è sviluppato il commercio digitale è la Cina - nel 2017 l’e-commerce B2C ha superato gli 846 miliardi di dollari – seguita dagli Stati Uniti con 616 miliardi di dollari, mentre in Europa, dove si nota una differenza tra paesi nord-europei e mediterranei, i migliori risultati nel B2C provengono da Irlanda e Regno Unito.

Questi i principali dati emersi dalla presentazione del Rapporto ICE-Politecnico di Milano “Esportazioni e e-commerce delle imprese italiane - Analisi e prospettive” tenuta a Napoli alla presenza del Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Michele Geraci, del Direttore Generale dell’Agenzia ICE, Piergiorgio Borgogelli, del Presidente di Confindustria Campania, Vito Grassi, dell’Assessore Internazionalizzazione, Start Up-Innovazione Regione Campania, Valeria Fascione, del Direttore Apple Developer Academy, Giorgio Ventre e dei rappresentanti di Amazon.it, YOOX, Politecnico di Milano e Tradizione Italia.

“Per le imprese italiane l’e-commerce è un ottimo strumento di export perché fornisce in molti casi una soluzione ai possibili limiti strutturali delle PMI”, sottolinea l’Ice, secondo cui “c’è ancora molta strada da percorrere”. Per questo, sottolinea ancora, l’Agenzia “negli ultimi anni ha impiegato ampie risorse nella promozione dello sviluppo del commercio digitale. Nel 2017 infatti l’ICE ha strutturato un programma di attività articolato, che ha previsto, accordi con e-tailer internazionali come YOOX, partnership con marketplace internazionali come Alibaba Group e con le più importanti catene di GDO e retailer online”. 

Le azioni ICE si sono concentrate sul settore dei Beni di Consumo/Moda ed Agroalimentare/Vini e su USA, Canada e Cina come mercati di destinazione, con un investimento complessivo di circa 4 milioni di euro.
Per aumentare il numero di imprese che espanderanno il loro business con l’e-commerce, l’ICE anche per il triennio 2018-2020 si impegnerà nel digitale per far sì che la GDO ed i retailer esteri privilegino sempre più i loro portali per le promozioni del Made in Italy. 

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