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Livelli troppo alti di CO₂ in classe. Gli studenti si sfideranno via smartphone con Beeta app di IoT pugliese

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IoT pugliese alla base di un monitoraggio sperimentale condotto a Conversano. In una classe dell’istituto ‘Carelli – Forlani’ lanciato il ‘compito di realtà’: gli studenti si sfideranno da smartphone con la Beeta app.

L’aria negli ambienti scolastici è troppo carica di anidride carbonica e questo incide negativamente sull’attenzione degli alunni e sul rendimento dei dipendenti.

Una misurazione costante dei livelli di anidride carbonica nell’aria, condotta in maniera sperimentale nella scuola media di I grado ‘Carelli – Forlani’ di Conversano, ha rilevato quasi una volta su due (il 45,5% delle rilevazioni) un livello di CO₂ superiore a 1000 ppm (parti per milione), limite che individua una condizione ambientale sfavorevole per l’attenzione e quindi per l’apprendimento. Sono stati inoltre registrati casi frequenti in cui sono stati rilevati livelli di CO₂ doppi. In Italia al momento manca una legge che imponga un monitoraggio dell’anidride carbonica ed individui i livelli superati i quali è consigliabile arieggiare gli ambienti.

I dati sono emersi durante un incontro organizzato dalla scuola ‘Carelli – Forlani’ e dal Comune di Conversano in collaborazione con la Tera srl di Conversano – azienda di elettronica, informatica ed energie rinnovabili – e Confindustria Bari e BAT per sensibilizzare sul tema dell’efficienza energetica e dei comportamenti virtuosi nelle scuole secondarie di primo grado e nelle famiglie degli studenti.

La presenza di anidride carbonica nell’aria, monitorata da maggio 2018, è stata rilevata tramite un centinaio di sensori installati in aule, palestra e uffici per misurare consumi elettrici generali e delle attrezzature elettroniche, consumi termici, umidità, luminosità, anidride carbonica e vibrazioni. In generale, la maggiore presenza di anidride carbonica è stata rilevata nelle classi più numerose e nelle giornate invernali, quando si tende ad aprire meno le finestre per il ricambio dell’aria. Il monitoraggio è stato possibile grazie al sistema ‘Beeta’, la centralina realizzata da Tera in grado di ottimizzare i consumi energetici interagendo con i sensori più comuni grazie ai suoi dieci protocolli di comunicazione. 

"l superamento di determinati livelli di anidride carbonica – spiega il ceo di Tera Antonio Sacchetti – penalizza l’attenzione e il rendimento di studenti, insegnanti e dipendenti. Dunque, sarebbe auspicabile una iniziativa regionale che imponga limiti sulla presenza di anidride carbonica nelle aule scolastiche, al momento inesistente a livello nazionale. Il progetto potrebbe condurre a un sistema innovativo che preveda anche un meccanismo di alert per segnalare gli sforamenti e fornisca criteri e metodi pratici, efficaci ed economici a insegnanti e personale scolastico per cambiare l’aria negli ambienti".

L’idea della sperimentazione allargata e della legge regionale è stata positivamente accolta dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico Cosimo Borraccino, che ha annunciato l’intenzione di proporre "un tavolo tecnico a inizio 2019 composto dagli altri assessori regionali ed enti interessati, oltre a scuole e aziende, per giungere a un disegno di legge sul monitoraggio dell’anidride carbonica. Il progetto gode già di una forte sinergia a livello locale, segno di un vero interesse verso il tema, e anche la sperimentazione fin qui effettuata è sintomo di un’attenzione al territorio e alle sue necessità". 

La collaborazione di Tera con la scuola ‘Carelli – Forlani’ si sta concretizzando inoltre nell’adozione, nelle classi del corso digitale, di una campagna per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei consumi domestici nelle abitazioni degli alunni come ‘compito di realtà’. Gli studenti dovranno cimentarsi con l’app per smartphone gratuita ‘Beeta’, che permetterà loro di superare alcune ‘missioni’, scoprendo come migliorare i consumi energetici domestici e correggere le abitudini in famiglia.

L’app, già in uso da migliaia di persone e lanciata a marzo 2018 a livello nazionale, sarà lo strumento con il quale i ragazzi si sfideranno per potersi poi aggiudicare un ‘Beeta kit’ messo a disposizione da Tera. Il kit, concepito con i più elevati standard dell’Internet of Things, è composto dalla centralina multiprotocollo Beeta Box da collegare in wireless con sensori per la rilevazione di temperatura, umidità, movimento e CO₂, una smart plug per automatizzare gli elettrodomestici presenti in casa e un lettore del contatore elettrico. Grazie alla compatibilità con i più diffusi protocolli “IoT”, la centralina potrà essere collegata ad eventuali sensori già in possesso e dialogherà con l’app ‘Beeta premium’ sulla quale sarà possibile monitorare in tempo reale l’efficienza della propria abitazione. Per capire se ci sono sprechi o anomalie basterà controllare luci e suoni emessi dalla centralina, oppure consultare una sola app dal proprio smartphone.

TERA srl di Conversano (Ba) è una delle 72 PMI innovative pugliesi riconosciute dal Ministero dello Sviluppo economico. L’azienda fonde le diverse esperienze acquisite da ingegneri e manager nel settore dell’informatica, delle energie rinnovabili e dell’elettronica. Con oltre 20 anni di esperienza, sempre in prima linea nell’innovazione, Tera governa le più evolute tecnologie in ambito elettronico e ICT, incluse le soluzioni IoT più evolute (hardware, firmware e software). Selezionata in diverse competizioni internazionali (finalista al South Summit 2015, Vivatech 2016, Pioneers 2017), vincitrice di premi come Fiware – INCENSE 2015 e SME Instrument 2015, Tera occupa 20 persone, perlopiù ingegneri e ricercatori nel settore elettronico/informatico con un’età media di 35 anni. 

 

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