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Fondimpresa, serve formazione mirata per competenze e settori

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"Il 2018 ha fatto segnare risultati molto positivi per il Made in Italy agroalimentare nel mondo. Nei primi otto mesi le esportazioni  sono aumentate del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Perché il trend continui e si rafforzi è tuttavia fondamentale restare al passo con innovazione e tecnologie digitali." 
Lo ha affermato il Presidente di Fondimpresa Bruno Scuotto, concludendo i lavori del convegno promosso dal Comitato Tecnico Permanente dell’Industria Alimentare (Federalimentare, Fai CISL, Flai CGIL, Uila UIL) e Fondimpresa.
 
Fondimpresa (https://www.fondimpresa.it) è il Fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil. È il più importante in Italia ed è aperto alle imprese di ogni settore e dimensione. Con oltre 196.000 aziende aderenti e 4.600.000 lavoratori, ha finan­ziato, con una spesa di 275 milioni di euro nel 2018, piani di formazione per la cresci­ta e la riqualificazione delle competenze in azienda. L'obiettivo principale è rendere semplice e accessibile alle aziende e ai lavoratori la formazione, leva indispensabile per l'innovazione e lo sviluppo.

L’espansione internazionale dell’agroalimentare italiano è frutto anche delle scelte di Fondimpresa, ha sottolineato Scuotto, che  “fin da prima che si iniziasse a parlare di industria 4.0, Digital Transformation o internazionalizzazione, ha intrapreso politiche propulsive riguardo a Innovazione tecnologica e di processo, competitività, ambiente e territorio”. Ma serve investire sempre di più in una “formazione strategica, basata su certificazioni di prodotto e di processo finalizzate all’export e strategie di penetrazione di nuovi mercati, che non può prescindere da una accurata analisi di fabbisogni”. 

"Fondimpresa- continua Scuotto- è aperto alle aziende di ogni dimensione e settore, con oltre 196.000 aziende aderenti e 4.600.000 lavoratori, ha finan­ziato, con una spesa di 275 milioni di euro nel 2018, piani di formazione per la cresci­ta e la riqualificazione delle competenze in azienda".

Per Scuotto bisogna “progettare per competenze, andando verso una logica sempre più orientata a bandi settoriali”. Il Presidente di Fondimpresa ha inoltre sottolineato l’esigenza di rivedere la normativa degli aiuti di stato destinati ad accrescere le competenze dei lavoratori, un patrimonio professionale che potrà essere utilizzato anche in realtà diverse dall’azienda presso cui operano al momento in cui viene erogato il sostegno all’intervento formativo.


 

 

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