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Decreto crescita contro Italian sounding per la tutela dei marchi storici e l’internazionalizzazione delle imprese

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Inizia a Montecitorio l’iter di discussione del decreto Crescita, contenente diverse misure volute dal Governo Conte per rilanciare l’economia.

Alcune di queste sono dedicate alla tutela del comparto agroalimentare: dalla lotta all’Italian sounding, all’incentivo per il deposito di marchi e brevetti, al credito d’imposta per la partecipazione delle piccole e medie imprese a fiere internazionali all’estero.  

“L’imitazione dei prodotti italiani attraverso l’evocazione del nostro Paese su prodotti con origine estera colpisce in maniera molto forte le eccellenze del made in Italy – dichiara il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, componente in Commissione Agricoltura alla Camera – Per contrastarlo e tutelarsi le nostre imprese devono agire per via giudiziaria con rilevanti costi da sostenere che a volte rendono difficile perseguire questa strada. Per essere al loro fianco, abbiamo pertanto previsto un credito d’imposta in grado di coprire il 50% delle spese sostenute per la tutela legale dei propri prodotti. Il contrasto all’Italian sounding viene poi rafforzato anche attraverso l’estensione della relativa competenza al Consiglio nazionale Anticontraffazione – prosegue L’Abbate – la cui composizione viene arricchita con l’inserimento tra i membri effettivi anche di un rappresentante del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca vista la crescente necessità di coinvolgere le giovani generazioni in attività di formazione e sensibilizzazione sul tema della contraffazione e della falsa evocazione dell’origine italiana dei prodotti. Alla valorizzazione e alla riconoscibilità dei nostri prodotti è finalizzata la promozione sui mercati esteri di marchi collettivi o marchi di certificazione privati nonché sono previste misure specifiche per favorire il deposito di brevetti da parte delle imprese, delle start up innovative in particolare”.

Il Dl Crescita contiene, inoltre, misure per la tutela dei marchi storici di interesse nazionale, con la creazione di un logo dedicato, rivolto ai titolari o licenziatari esclusivi di marchi d’impresa italiani registrati da almeno 50 anni o per i quali sia possibile dimostrare l’uso continuativo da mezzo secolo. “Molti marchi fanno parte della nostra storia e sono pertanto patrimonio del nostro Paese – prosegue Giuseppe L’Abbate – con fortissimi contenuti di immagine e di know how, alla cui spoliazione i governi precedenti hanno assistito senza fare nulla”. Prima della chiusura o della delocalizzazione di uno stabilimento, le imprese dovranno avvisare il Ministero dello Sviluppo economico che le guiderà alla ricerca di un acquirente o all’individuazione di attività sostitutive per la reindustrializzazione e l’utilizzo del marchio storico stesso. Viene istituito un fondo di 30 milioni di euro per il 2020 ai quali si aggiunge lo stanziamento di 400.000 euro per l’assunzione dal 2020 di personale specializzato (10 unità) presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi.

Infine, per incrementare il livello e la qualità di internazionalizzazione delle piccole e medie imprese italiane viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 30% delle spese sostenuto fino ad un massimo di 60.000 euro per la partecipazione a manifestazioni fieristiche internazionali di settore che si svolgono all’estero. Sono sostenute le spese relativa all’affitto degli spazi espositivi e al loro allestimento, alle attività pubblicitarie, di promozione e di comunicazione connesse alla partecipazione. 

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