Valute / Cambio

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Le famiglie italiane aumentano la propensione al risparmio, riprendono il controllo dei propri budget e si mostrano più ottimiste rispetto al reddito, sia corrente, sia quello atteso al momento della pensione. Sono i timidi segnali di un’alba della ripresa in arrivo, rilevati dall’ultima indagine di Intesa Sanpaolo e del Centro Einaudi sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani.
Lo studio, presentato ieri a Torino, ha coinvolto un campione di poco più di mille capifamiglia – correntisti bancari e postali – intervistati da Doxa tra gennaio e febbraio scorsi.

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«I tempi li definisce l’Ue. Il governo ha le carte in regola perché la strumentazione attuativa per estinguere i debiti pregressi é pressoché completata». Lo ha affermato il sottosegretario all’Economia, Giovanni Legnini, a margine di un convegno sull’infrazione Ue per i mancati pagamenti dei debiti da parte della pubblica amministrazione.
«Si procede in modo spedito verso lo smobilizzo integrale del fardello dei debiti pregressi», ha poi detto il sottosegretario all’Economia.

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Secondo i più recenti dati Istat, a giugno si è registrato un aumento dello 0,1% rispetto a maggio per un dato tendenziale in crescita dello 0,3%, in rallentamento dallo 0,5% del mese precedente. L’istituto ha spiegato che il calo dell’inflazione è dovuto innanzitutto all’accentuarsi della flessione dei prezzi degli alimentari non lavorati; contribuiscono anche le decelerazioni della crescita annua dei prezzi degli alimentari lavorati, dei beni energetici non regolamentati e dei servizi relativi all’abitazione.
L’istituto ha spiegato che l’«inflazione di fondo», al netto degli alimentari freschi e dei beni energetici, è calata allo 0,7% (-0,1% rispetto a maggio) e al netto dei soli beni energetici si porta allo 0,5% (stesso calo dello 0,1% rispetto al mese precedente).
L’indice generale però aumenta per fattori di natura stagionale, in particolare per l’aumento dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+0,7%). L’inflazione acquisita per quest’anno rimane stabile allo 0,3%.
Per quanto riguarda il carrello della spesa (formato dai beni alimentari, per la cura della casa e della persona), i prezzi scendono dello 0,5% in termini tendenziali (da +0,1% di maggio), raggiungendo il livello più basso registrato da settembre 1997.
Secondo la Cisl, il calo dell’inflazione «conferma che permane uno stato di forte crisi della domanda interna e dei consumi», e che «occorre intervenire con mezzi straordinari, proseguendo sulla linea già tracciata dal Governo con il bonus fiscale, rendendolo strutturale ed allargandone la fruizione anche ai pensionati ed agli incapienti e con politiche orientate alla crescita che favoriscano le imprese più virtuose e responsabili sul piano sociale».
Anche il Codacons ritiene questo nuovo report dell’Istat «estremamente preoccupante», soprattutto quello relativo alla flessione dei prezzi per i beni alimentari, «perché rispecchia la forte riduzione di spesa delle famiglie in settori primari come l’alimentazione», spiega il presidente Carlo Rienzi.
Per Confesercenti «la frenata dell’inflazione a giugno è peggiore delle aspettative, e adesso appare sempre più realistico uno scenario di inflazione negativa. Per la nostra economia, ora stagnante ma già indebolita da sei anni di crisi, si tratta di un rischio potenzialmente fatale».
Adusbef e Federconsumatori ribadiscono che l’aumento del tasso di inflazione allo 0,3% «comporta ricadute, per una famiglia di 3 persone, di 106 euro annui in più» e sottolineano «la necessità di un piano straordinario per rilanciare l’occupazione, in particolar modo quella giovanile».

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